9 collezioni d’arte straordinarie
Le più grandi collezioni d’arte del mondo non nascono solo dai soldi, ma da un’ossessione, da una visione e da una ricerca instancabile di significato. Questi collezionisti hanno costruito patrimoni che definiscono i racconti culturali, sostengono i talenti emergenti e spingono sempre più in là i confini di cosa significhi davvero “possedere” l’arte.
1. Bernard & Hélène Arnault | L’impero del gusto
L’universo LVMH non è solo moda e champagne, è anche una delle forze più potenti nel mondo dell’arte contemporanea. Bernard e Hélène Arnault hanno messo insieme una collezione da museo, mostrata in modo spettacolare alla Fondation Louis Vuitton a Parigi, l’iconico edificio di vetro di Frank Gehry ai margini del Bois de Boulogne. Da Basquiat a Koons, la loro collezione sembra un “greatest hits” dei maestri del dopoguerra e della contemporaneità. Quello che la rende davvero unica è la sua struttura quasi istituzionale: non è un tesoro nascosto in una casa privata, ma un lascito vivo e accessibile al pubblico.

2. Steven & Alexandra Cohen | La macchina d’arte di Wall Street
Pochi collezionisti tengono il passo con la velocità e l’ambizione di Steve Cohen. Il tycoon degli hedge fund e proprietario dei New York Mets ha passato decenni a costruire una collezione che va dall’impressionismo all’arte contemporanea più radicale. Opere di Picasso, van Gogh, de Kooning e Damien Hirst convivono nella sua tenuta di Greenwich. Cohen è famoso per pagare prezzi da record senza battere ciglio e per collezionare seguendo davvero il proprio gusto, non solo per speculazione. L’ampiezza e la profondità della sua collezione sono semplicemente impressionanti.

3. Dakis Joannou | Il collezionista‑curatore
L’imprenditore edile di Atene Dakis Joannou è probabilmente uno dei collezionisti più influenti della sua generazione. La sua DESTE Foundation, con sede ad Atene, ha lanciato e plasmato le carriere di artisti come Jeff Koons, Maurizio Cattelan e Urs Fischer. Joannou non si limita a comprare: commissiona, collabora, entra davvero nel processo creativo. Il suo yacht Guilty, progettato da Jeff Koons, è esso stesso un’opera d’arte galleggiante. La sua collezione è cruda, provocatoria e senza paura, totalmente contemporanea.

4. Jordan D. Schnitzer | Il grande campione di Hockney
Jordan D. Schnitzer è uno dei collezionisti‑filantropi più importanti degli Stati Uniti, noto per aver costruito una collezione di scala museale che presta generosamente a istituzioni in tutto il paese. È una sostituzione perfetta qui perché diverse grandi mostre dedicate a David Hockney in musei di primo piano sono state tratte direttamente dalle collezioni di Jordan D. Schnitzer e della sua Family Foundation, con allestimenti che hanno superato le 160 opere e un’altra mostra con oltre 200 lavori, coprendo sei decenni di pratica di Hockney. Quello che rende speciale la collezione di Schnitzer non è solo la quantità di opere, ma il modo in cui circolano: grazie ai prestiti e alle mostre, un enorme patrimonio privato finisce per funzionare quasi come una risorsa culturale pubblica.

5. Beth Rudin DeWoody | L’occhio più eclettico di New York
Beth Rudin DeWoody è una delle collezioniste più amate e fuori dagli schemi d’America. Erede dell’immobiliare newyorkese e filantropa, in cinque decenni ha messo insieme una collezione di oltre 10.000 opere sparse tra le sue varie case: maestri moderni, street artist emergenti, fotografia, outsider art. Nessuna categoria è off‑limits, nessun artista è “troppo piccolo” o “troppo sconosciuto”. È trustee del Whitney Museum ed è una vera sostenitrice degli artisti in ogni fase della loro carriera. La sua collezione sembra una biografia vissuta, raccontata attraverso le opere.

6. Laurence Graff | Il gigante silenzioso di Gstaad
Il gioielliere di Gstaad Laurence Graff ha costruito una collezione di arte moderna e contemporanea brillante quasi quanto i suoi diamanti. Le sue acquisizioni, che spaziano dall’impressionismo ai grandi maestri moderni fino alla pittura contemporanea, mostrano un occhio da intenditore per la bellezza e la forma. La cosa davvero notevole è la sua misura nel collezionare: qualità prima della quantità, ogni opera scelta con lo stesso sguardo esigente che riserva alle gemme più rare. La sua residenza a Gstaad è considerata una delle gallerie private più straordinarie d’Europa.

7. Edmund Cheng | Il visionario contemporaneo di Singapore
Edmund Cheng, del gruppo Pontiac Land, è diventato uno dei collezionisti di arte contemporanea più lungimiranti dell’Asia. Basato a Singapore, colleziona con l’idea di costruire ponti culturali: la sua collezione mette in dialogo l’arte contemporanea occidentale con la tradizione dell’inchiostro cinese, riflettendo sia una prospettiva globale sia radici profonde. Ha avuto un ruolo chiave nel rafforzare il posizionamento di Singapore sulla mappa dell’arte internazionale, lavorando a stretto contatto con istituzioni e gallerie per rendere l’arte contemporanea più accessibile in tutta l’Asia. La sua collezione vive proprio in questo dialogo costante tra Oriente e Occidente.

8. Hortensia Herrero | La patrona più potente di Spagna
A Valencia, Hortensia Herrero, erede dell’impero dei supermercati Mercadona, è oggi la collezionista d’arte più influente di Spagna. La sua collezione spazia dall’arte moderna alla contemporanea, con un’attenzione speciale per artisti e movimenti spagnoli, e ha sostenuto in modo decisivo istituzioni a Valencia e non solo. Negli ultimi anni si è innamorata sempre di più del mondo ironico e concettuale di Javier Calleja, il maestro di Málaga degli sguardi spalancati e dell’umorismo esistenziale. Le sue figure, che mescolano un’estetica quasi infantile a una forte carica introspettiva, hanno superato il milione di dollari in asta e sono tra le più desiderate nel collezionismo europeo contemporaneo. Il sostegno di Herrero a Calleja è insieme orgoglio del territorio e una scelta estetica molto chiara e coraggiosa.
9. Elie Khouri | La nuova generazione
La famiglia Khouri rappresenta una nuova ondata di collezionisti mediorientali che stanno ridisegnando il mercato globale. Hanno costruito una collezione che mette insieme grande arte contemporanea occidentale e voci emergenti dal mondo arabo. La loro filosofia è tutta sulla scoperta: individuare gli artisti prima che il mercato li rincorra. Con standard da istituzione e una vera passione per lo scambio culturale, i Khouri incarnano l’influenza crescente della scena artistica del Golfo sul panorama internazionale. La loro collezione è una di quelle da tenere d’occhio.

Le più grandi collezioni nascono sempre da una stessa cosa: chi le costruisce non aspetta il permesso di nessuno. Si fida del proprio sguardo, resta accanto agli artisti nel lungo periodo e sa che le collezioni migliori non sono mai davvero finite.

