Cinque precedenti - Schnabel, Condo, Brown, Scharf e Guston - raccontano i percorsi possibili di un ciclo speculativo nel mercato dell'arte, e perché Willem e McCormick non l'hanno ancora completato.
Julian Schnabel - il parallelo più immediato in termini di ciclo di mercato
Julian Schnabel è stato uno dei pittori più in vista del boom degli anni Ottanta. Quando il mercato dell'arte crollò intorno al 1990, sia la sua reputazione che le sue quotazioni ne risentirono pesantemente: opere che a metà degli anni Ottanta valevano circa 500.000-600.000 dollari, a metà degli anni Novanta si vendevano, secondo diverse fonti, per circa la metà. Lui però ha continuato a dipingere ed esporre, senza mai rinnegare il proprio percorso.
La sua posizione si è poi ripresa alla grande. Christie's ha stabilito il suo record d'asta a 1,45 milioni di dollari nel 2017 con Ethnic Type #14 (1984), Pace ha presentato nuove opere a New York nel 2023, e Guild Hall gli ha dedicato una mostra importante nel 2024.
Parallelo: pittore figurativo di tendenza -> boom speculativo -> contraccolpo di mercato e critica -> lunga fase di consolidamento -> riconoscimento ritrovato.
George Condo - il ritorno istituzionale più riuscito
George Condo ebbe successo negli anni Ottanta, ma al suo ritorno dall'Europa nel 1995 trovò le gallerie newyorkesi piuttosto indifferenti. Lui stesso ha raccontato che l'interesse per il suo lavoro è rinato anche grazie a pittori più giovani come Cecily Brown e John Currin, che hanno riconosciuto apertamente la sua influenza.
Il ritorno è stato notevole: il New Museum gli ha dedicato una retrospettiva nel 2011, un suo quadro è stato venduto per 1,26 milioni di dollari da Christie's nel 2024, e il Musée d'Art Moderne di Parigi ha ospitato, da ottobre 2025 a febbraio 2026, una retrospettiva con quasi 200 opere - la prima dedicata a lui in Francia dopo trent'anni.
Parallelo: un linguaggio visivo molto personale e riconoscibile a colpo d'occhio può passare di moda, per poi essere rivalutato da una generazione successiva.
Cecily Brown - un confronto parziale ma utile
Cecily Brown ha vissuto un'attenzione enorme durante il boom del mercato dell'arte contemporanea pre-2008. Il suo non è un vero crollo di carriera - ha sempre mantenuto un forte supporto delle gallerie - ma il suo percorso mostra bene come un'artista possa attraversare la volatilità del mercato e uscirne, dopo la fase speculativa, ancora più forte a livello istituzionale.
Nel 2023 ha avuto la sua prima grande retrospettiva museale newyorkese al Metropolitan Museum of Art, seguita nel 2025 da un'importante retrospettiva di metà carriera alla Barnes Foundation. Da Sotheby's, diverse sue opere si sono vendute tra circa 6,1 e 6,8 milioni di dollari tra il 2018 e il 2023.
Parallelo: l'entusiasmo commerciale iniziale lascia gradualmente spazio a una combinazione più solida di sostegno museale, riconoscimento critico e vendite di alto valore.
Kenny Scharf - una riscoperta culturale dopo una lunga eclissi
Kenny Scharf è emerso negli anni Ottanta insieme a Keith Haring e Jean-Michel Basquiat, ma, a differenza loro, per decenni non ha avuto una mostra istituzionale personale davvero decisiva per la sua carriera. La sua immaginario colorato, pieno di humour e immediatamente leggibile lo rende anche esteticamente un paragone azzeccato con Willem e McCormick.
Nel 2024-25 la Brant Foundation ha presentato circa 70 dipinti e sculture nella sua prima grande retrospettiva istituzionale newyorkese, inquadrando la sua carriera come un percorso fatto di più alti e bassi e di più ritorni.
Parallelo: un immaginario accessibile, inizialmente considerato troppo commerciale o troppo simile al fumetto, può essere rivalutato in seguito come culturalmente significativo.
Philip Guston - il ritorno di reputazione per eccellenza
Nel 1970 il passaggio di Philip Guston dall'astrazione a una figurazione quasi fumettistica fu duramente criticato e percepito da alcuni colleghi come un vero e proprio tradimento, danneggiando non poco la sua reputazione del tempo.
Proprio quelle opere tarde oggi sono considerate le più influenti della sua carriera. La National Gallery of Art e la Tate Modern hanno allestito un'importante retrospettiva itinerante con oltre 150 opere, presentandolo come uno degli artisti moderni americani più influenti.
Parallelo: restare fedeli al proprio stile nonostante il rifiuto può, col tempo, produrre un'importanza storica maggiore rispetto a chi segue il gusto del momento.
I confronti più calzanti per Willem e McCormick
- Julian Schnabel è il precedente migliore per un boom guidato dalle aste, seguito da una correzione importante e da un ritorno successivo.
- George Condo è il precedente migliore per la fedeltà a un linguaggio figurativo riconoscibile, fino a quando istituzioni e nuove generazioni non lo rivalutano.
- Kenny Scharf è particolarmente rilevante dal punto di vista estetico: una pittura colorata, ottimista e accessibile può attraversare una fase in cui il mondo dell'arte la giudica troppo commerciale.
Il limite importante da tenere a mente
Willem e McCormick non hanno ancora completato questo ciclo. La loro situazione, al momento, ricorda più questa sequenza:
scoperta rapida -> accelerazione in asta -> normalizzazione dei prezzi
piuttosto che questa:
carriera consolidata -> crollo -> ritorno compiuto
Gli esempi storici suggeriscono che una ripresa duratura nasce quasi sempre da mostre museali, da un'offerta controllata, da collezioni influenti e da una continua evoluzione artistica - non semplicemente dal fatto che i prezzi d'asta tornino ai livelli di un tempo.
